Allevamento dell'Impero Romano - British Shorthair

Salute e cura del british shorthair

Un gatto forte, sano ed equilibrato

Il British Shorthair è, per sua natura, un gatto robusto, solido e generalmente longevo. Il suo corpo compatto e muscoloso, il carattere equilibrato e una selezione attenta nel corso delle generazioni hanno contribuito a farne una razza sana e resistente.

Nel nostro allevamento la salute viene prima di tutto.

Per questo prestiamo particolare attenzione alla selezione dei riproduttori, alla loro salute, alla provenienza delle linee di sangue e alla diversità genetica. L’utilizzo di linee provenienti da diversi Paesi europei e l’attenzione a evitare accoppiamenti tra soggetti troppo strettamente consanguinei contribuiscono a mantenere una buona variabilità genetica.

Naturalmente nessun allevatore può promettere che un animale non svilupperà mai una malattia durante la sua vita. Quello che un allevamento serio può e deve fare è ridurre per quanto possibile i fattori di rischio conosciuti, utilizzare riproduttori sani e controllati ed evitare di trasmettere consapevolmente difetti genetici.

Salute del british shorthair

PKD, FeLV, FIV e HCM: conoscerle per prevenirle

Tra le patologie alle quali si presta particolare attenzione nel British Shorthair e, più in generale, nella medicina felina, vi sono PKD, FeLV, FIV e HCM.

PKD – Malattia policistica renale

La PKD (Polycystic Kidney Disease) è una malattia ereditaria caratterizzata dalla formazione progressiva di cisti nei reni.

Nel British Shorthair è disponibile un test genetico sul gene PKD1, effettuabile attraverso un campione di sangue o un tampone buccale. Il test permette di individuare la mutazione associata alla forma ereditaria della malattia.

La PKD è a trasmissione autosomica dominante: significa che è sufficiente ereditare una copia della mutazione per essere geneticamente affetti.

Per questo motivo la selezione è particolarmente efficace: un soggetto geneticamente negativo non possiede la mutazione e non può trasmetterla ai propri figli.

Quando in un pedigree si parla di un gatto “PKD negativo per parentela”, si intende che, sulla base di una genealogia correttamente documentata e di genitori geneticamente negativi, il soggetto non può aver ereditato quella specifica mutazione.

FeLV – Leucemia felina

La FeLV (Feline Leukemia Virus) è invece una malattia infettiva provocata da un virus.

Non è una malattia genetica e non si eredita attraverso i geni.

La presenza dell’infezione viene controllata attraverso specifici test sul sangue. La prevenzione è particolarmente importante negli allevamenti e nelle convivenze tra più gatti, perché il virus può essere trasmesso da un animale infetto a un altro.

FIV – Immunodeficienza felina

Anche la FIV (Feline Immunodeficiency Virus) è un’infezione virale e non una malattia genetica.

Il controllo viene effettuato principalmente mediante test ematici che ricercano gli anticorpi contro il virus.

Una delle principali modalità di trasmissione della FIV è attraverso i morsi profondi tra gatti, motivo in più per evitare che un gatto domestico vaghi liberamente entrando in contatto e in conflitto con animali sconosciuti.

HCM – Cardiomiopatia ipertrofica

La HCM (Hypertrophic Cardiomyopathy) è una patologia nella quale le pareti del muscolo cardiaco diventano eccessivamente spesse.

Una componente ereditaria è ritenuta possibile in diverse razze feline. Per alcune razze, come Maine Coon e Ragdoll, sono state identificate determinate mutazioni genetiche; nel British Shorthair, invece, non esiste attualmente un test genetico capace di escludere in modo affidabile l’HCM.

L’esame più importante per valutarla è l’ecocardiografia, cioè l’ecografia del cuore, eventualmente accompagnata dal veterinario da altri accertamenti.

Un controllo cardiologico negativo è certamente un dato importante nella scelta di un riproduttore, ma rappresenta la situazione del cuore nel momento in cui viene effettuato l’esame. Proprio come accade nell’uomo, la salute cardiaca può cambiare nel corso degli anni ed è quindi importante mantenere una corretta sorveglianza veterinaria nel tempo.

Sicurezza del british shorthair

Una casa sicura è una vita più lunga

Un British Shorthair può vivere benissimo esclusivamente in casa e, anzi, la vita indoor lo protegge da molti rischi evitabili.

Fuori casa un gatto può incontrare:

– automobili;
– cani o altri animali;
– zuffe con altri gatti;
– FeLV, FIV e altre malattie infettive;
– pulci, zecche e altri parassiti;
– sostanze tossiche o avvelenamenti;
– smarrimento o furto.

Questo non significa privarlo di stimoli. Una casa organizzata a misura di gatto, con giochi, punti panoramici, tiragraffi e possibilità di arrampicarsi può offrirgli una vita ricca e appagante.

Attenzione a finestre e balconi

È vero: i gatti possiedono uno straordinario senso dell’equilibrio.

Ma non sono infallibili.

Una mosca, una farfalla, un uccellino che passa improvvisamente possono provocare un balzo istintivo e trasformare un normale balcone in un serio pericolo.

Per terrazze e balconi consigliamo quindi l’installazione di apposite reti di protezione per gatti, resistenti e fissate correttamente.

Particolare attenzione anche alle finestre a vasistas, nelle quali il gatto può accidentalmente rimanere incastrato.

I pericoli nascosti dentro casa

Una casa può contenere oggetti perfettamente innocui per noi ma pericolosi per un gatto.

Piante

Non bisogna affidarsi all’istinto del gatto pensando che sappia sempre riconoscere ciò che è velenoso.

Tra le piante da tenere lontane ricordiamo soprattutto:

gigli e alcune specie di Hemerocallis, estremamente pericolosi per il gatto anche in piccolissime quantità;
vischio;
azalee e rododendri;
oleandro;
ciclamino;
diverse piante bulbose, soprattutto i bulbi;
tulipani;
e molte altre specie ornamentali.

La stella di Natale può provocare irritazione della bocca e dell’apparato gastrointestinale, anche se la sua tossicità viene spesso sopravvalutata.

Molte comuni orchidee, al contrario, non sono considerate tossiche per il gatto.

Una regola semplice: prima di acquistare una nuova pianta, controllate sempre che sia compatibile con la presenza di un gatto.

Attenzione inoltre a fili, nastri, elastici per capelli, aghi, piccoli giochi, sacchetti di plastica, detergenti, medicinali e soprattutto fili e nastri dei pacchi regalo: alcuni gatti ne sono irresistibilmente attratti.

Toiletta e groomin del british shorthair

Denti, occhi e orecchie

Anche il gatto ha bisogno di una piccola routine di igiene.

Denti

Esistono dentifrici specifici e appetibili per gatti, da utilizzare con piccoli spazzolini o ditali morbidi in gomma.

Abituando il cucciolo gradualmente al contatto con bocca e denti, la pulizia periodica diventa molto più semplice.

Non utilizzate mai dentifricio per esseri umani.

La presenza di alito particolarmente cattivo, gengive arrossate, difficoltà nel mangiare o molto tartaro merita invece un controllo veterinario.

Orecchie

Il padiglione auricolare può essere controllato periodicamente e, quando necessario, pulito delicatamente con un prodotto specifico consigliato dal veterinario.

Non bisogna introdurre cotton fioc in profondità nel condotto uditivo.

Una quantità insolita di materiale molto scuro o nerastro, soprattutto se accompagnata da prurito e frequenti movimenti della testa, può far sospettare la presenza di acari e deve essere valutata dal veterinario.

Occhi

Il British ha normalmente occhi grandi e puliti. Piccole secrezioni possono essere rimosse delicatamente con una garza morbida e un prodotto o una soluzione adatta all’uso oculare.

Se lacrimazione, arrossamento o secrezioni persistono, è preferibile chiedere consiglio al veterinario.

Unghie del british shorthair

Unghie, tiragraffi e… mobili salvi!

Le unghie possono essere accorciate periodicamente utilizzando forbicine specifiche per gatti.

Con una leggerissima pressione sul polpastrello l’unghia retrattile fuoriesce e diventa facile individuare la piccola punta da tagliare.

Bisogna tagliare soltanto l’estremità trasparente, senza arrivare alla zona vascolarizzata visibile all’interno dell’unghia.

In un gatto che vive in casa è generalmente sufficiente controllare soprattutto le unghie delle zampe anteriori; necessità e frequenza vanno comunque adattate al singolo animale.

E naturalmente in ogni casa abitata da un British dovrebbe esserci almeno un tiragraffi.

Per il gatto graffiare non è un dispetto: è un comportamento naturale che serve a mantenere in ordine le unghie, stirare i muscoli e marcare il territorio.

Se non gli offrirete un posto adatto, sarà lui a sceglierlo.

E difficilmente sceglierà quello che avreste scelto voi!

Ancora meglio sono gli alberi tiragraffi, possibilmente stabili e robusti: oltre a proteggere divani e tessuti, diventano una vera palestra per arrampicarsi, saltare, osservare la casa dall’alto e dormire.

Il magnifico mantello British

Una delle caratteristiche più belle del British Shorthair è il suo mantello corto ma incredibilmente folto, compatto e dalla tipica consistenza crisp, quasi peluche.

Il bagno normalmente non è necessario.

Il gatto dedica spontaneamente molto tempo alla propria pulizia e un British sano mantiene il mantello perfettamente in ordine senza bisogno di frequenti lavaggi.

Bagni troppo frequenti e prodotti non specifici possono alterare la naturale protezione della cute e la particolare consistenza del pelo.

Se desiderato, può essere effettuata occasionalmente una toelettatura professionale, utilizzando esclusivamente prodotti specifici per il gatto e adatti al particolare mantello del British.

Molto più importante del bagno è invece la spazzolatura regolare, soprattutto nei periodi della muta.

Palle di pelo: niente panico

Pulendosi, il gatto inevitabilmente ingerisce una parte del proprio pelo.

Normalmente questi peli attraversano l’apparato digerente senza creare problemi; talvolta possono accumularsi formando i comuni tricobezoari, le cosiddette palle di pelo.

Un episodio occasionale può verificarsi in un gatto perfettamente sano, mentre vomito frequente o altri disturbi gastrointestinali non dovrebbero essere semplicemente attribuiti alle palle di pelo e meritano un parere veterinario.

La miglior prevenzione è semplice: spazzolare regolarmente il gatto, soprattutto durante la muta.

Molti gatti amano inoltre rosicchiare la cosiddetta erba per gatti, che può essere tranquillamente messa a loro disposizione purché sia una specie sicura e non trattata con sostanze chimiche.

Alimentazione del british shorthair

Alimentazione: la salute comincia nella ciotola

Il British ha un piccolo difetto.

Gli piace mangiare. Molto.

E la sua corporatura naturalmente rotonda e potente non deve essere confusa con il sovrappeso.

Una corretta alimentazione è quindi uno degli strumenti più importanti per mantenerlo sano per molti anni.

Un alimento molto appetibile non è necessariamente un alimento di buona qualità: aromi e formulazioni particolarmente gustose possono rendere irresistibili anche cibi nutrizionalmente meno interessanti.

È preferibile scegliere alimenti completi di buona qualità, adatti all’età, allo stile di vita e alle condizioni del gatto.

Noi preferiamo alternare, secondo le esigenze del singolo animale:

cibo umido completo di qualità, con formulazioni semplici;

croccantini di buona qualità, somministrati nelle quantità corrette.

Il gatto è un carnivoro obbligato e la sua dieta deve essere formulata specificamente per le sue necessità nutrizionali.

Gli alimenti casalinghi possono essere utilizzati come piccoli extra solo se compatibili con la salute del gatto; una vera dieta casalinga continuativa, invece, dovrebbe essere formulata da un veterinario nutrizionista perché carne da sola o pasti improvvisati possono essere nutrizionalmente incompleti.

Piccoli pasti durante la giornata

In natura il gatto tende a consumare numerosi piccoli pasti.

Per questo molti British preferiscono mangiare poco e spesso anziché consumare uno o due grandi pasti.

Lasciare sempre disponibili croccantini in quantità controllata può funzionare con gatti capaci di autoregolarsi, mentre nei soggetti più golosi è preferibile suddividere la razione quotidiana in diversi piccoli pasti.

Il cibo umido, invece, non dovrebbe rimanere per molte ore nella ciotola.

Un distributore automatico può essere molto utile per programmare piccoli pasti durante la giornata.

Acqua fresca, sempre

Il gatto deriva evolutivamente da animali adattati ad ambienti relativamente aridi e spesso possiede uno stimolo della sete meno evidente di quello di altri animali.

Per questo è importante incoraggiarlo a bere.

Acqua fresca deve essere sempre disponibile e cambiata regolarmente.

Molti gatti preferiscono le fontanelle, perché sono attratti dall’acqua in movimento.

Può essere utile avere più punti acqua in casa e, possibilmente, tenere la ciotola dell’acqua a una certa distanza dal cibo e dalla lettiera.

Anche il cibo umido contribuisce all’assunzione quotidiana di liquidi.

Controllo del peso nel british shorthair

Sterilizzazione e controllo del peso

I gatti che non vengono destinati alla riproduzione dovrebbero essere sterilizzati secondo i tempi concordati con il proprio veterinario.

Nel maschio la castrazione riduce fortemente i comportamenti ormonali, tra cui la tendenza alla marcatura urinaria, alle fughe e alla ricerca delle femmine.

Nella femmina la sterilizzazione elimina gravidanze indesiderate e patologie dell’apparato riproduttore, compresa la piometra, una grave infezione dell’utero.

Dopo la sterilizzazione il fabbisogno energetico può diminuire e contemporaneamente l’appetito può aumentare.

Ed è qui che il British mostra tutto il proprio talento!

È quindi importante controllare quantità e peso e, se opportuno, scegliere alimenti formulati per gatti sterilizzati, meno calorici ma nutrizionalmente completi.

Un British deve essere massiccio.

Non deve essere obeso.

Quando il British diventa anziano

Con il passare degli anni diventano ancora più importanti i controlli veterinari periodici.

Nel gatto anziano una delle condizioni alle quali prestare attenzione è la malattia renale cronica.

Un segnale da non sottovalutare è il cambiamento nelle abitudini: un gatto che improvvisamente beve e urina molto più del solito, perde peso, mangia meno o appare meno attivo dovrebbe essere controllato dal veterinario.

Una diagnosi precoce permette molto spesso di intervenire quando la situazione è ancora gestibile.

Con l’età può essere utile controllare periodicamente anche peso, denti, pressione arteriosa e, secondo le indicazioni del veterinario, sangue e urine.

E se dobbiamo lasciarlo solo?

Il British è generalmente un gatto indipendente e sa trascorrere tranquillamente diverse ore da solo.

Distributori automatici di cibo, fontanelle e giochi ambientali rendono più semplice gestire anche brevi assenze.

Questo però non significa che un gatto debba essere lasciato completamente senza controllo per giorni.

Se ci si assenta per un weekend  non ci sono problemi ma  per periodi più lunghi è consigliabile organizzare almeno una visita quotidiana di una persona di fiducia, che controlli il gatto, l’acqua, il cibo e la lettiera e, naturalmente, gli dedichi un po’ di compagnia.

Perché dietro quell’aspetto impassibile da lord inglese si nasconde un animale profondamente sociale.

Comportamento british

Il British ha bisogno di voi

Una delle caratteristiche che amiamo maggiormente di questa razza è il suo rapporto con la famiglia.

Il British viene spesso definito “gatto-cane”.

Non necessariamente trascorrerà l’intera giornata in braccio: molti British preferiscono sistemarsi accanto a voi, sul divano oppure ai vostri piedi.

Ma vi seguiranno da una stanza all’altra.

Vorranno sapere cosa state facendo.

Controlleranno i lavori di casa.

Parteciperanno alle conversazioni.

E spesso saranno convinti che ogni nuova scatola arrivata a domicilio sia stata acquistata appositamente per loro.

Dopo una giornata di lavoro, dedicate al vostro British un po’ di tempo esclusivo.

Giocate con lui.

Fatelo correre dietro a una pallina.

Molti imparano persino a riportarla.

Utilizzate topolini, giochi con catnip, bacchette con piume e piccoli giochi di ricerca.

Fatelo saltare e arrampicare.

Lasciategli qualche scatola di cartone: potrebbe trovare infinitamente più interessante quella del regalo che il regalo stesso.

Il gioco mantiene tonici muscoli e articolazioni, aiuta a controllare il peso e, soprattutto, contribuisce all’equilibrio psicologico del gatto.

Gioco british shorthair

Un gigante gentile

Il British Shorthair è famoso per il suo temperamento pacato.

È generalmente equilibrato, paziente, affettuoso e poco incline all’aggressività. Se correttamente socializzato fin da piccolo impara a fidarsi dell’uomo e ad accettare con serenità la normale vita familiare.

Naturalmente rimane un gatto e va sempre rispettato: non ama essere trattenuto contro la propria volontà e anche il più imperturbabile dei British può manifestare chiaramente il proprio disaccordo quando arriva il momento di ingoiare una pillola!

Ma per chi impara a conoscerlo è un compagno straordinario.

Presente senza essere invadente.

Affettuoso senza essere ossessivo.

Giocherellone senza essere distruttivo.

E se gli permetterete di entrare in camera da letto, è molto probabile che scelga di dormire proprio ai vostri piedi.

Salvo poi decidere, alle prime luci del mattino, che il modo migliore per iniziare la giornata sia svegliarvi con un musetto sul viso e un concerto di sonore fusa.

Perché prendersi cura della salute di un British non significa soltanto scegliere il cibo migliore o portarlo dal veterinario.

Significa offrirgli sicurezza, prevenzione, movimento, gioco, compagnia e affetto.

Ed è probabilmente questa la ricetta migliore per vivere insieme tanti, bellissimi anni.

Amore british shorthair

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