Allevamento dell'Impero Romano - British Shorthair

Il British Shorthair

Il British Shorthair è una delle razze feline più antiche e affascinanti d’Europa. È un gatto dall’aspetto inconfondibile: corpo compatto e potente, testa rotonda, guance piene, occhi grandi e luminosi e un mantello corto, densissimo e dalla consistenza quasi vellutata.

Dietro il suo aspetto elegante e rassicurante c’è però una storia lunga, fatta di leggende, esposizioni feline, guerre, ricostruzione della razza e selezione accurata.

Nel nostro allevamento il British Shorthair viene selezionato cercando di preservare proprio quelle caratteristiche che ne hanno fatto un simbolo della tradizione felina britannica: struttura solida, testa rotonda, occhi espressivi, mantello fitto e carattere equilibrato.


Una storia che comincia nella leggenda

Gasthelos e Scota con gatto

Secondo una suggestiva leggenda, le origini più remote del British Shorthair risalirebbero addirittura all’Antico Egitto.

La tradizione racconta di Gasthelos, generale del faraone Ramses, che avrebbe partecipato all’inseguimento degli Ebrei guidati da Mosè e assistito alla chiusura delle acque del Mar Rosso sull’esercito egiziano.

Temendo l’ira del faraone, Gasthelos sarebbe fuggito dall’Egitto insieme alla moglie Scota e al loro fedele gatto.

Dopo un lungo viaggio avrebbero raggiunto dapprima il regno di Brigantium, identificato nella leggenda con l’attuale Portogallo. Il gatto, però, non si sarebbe adattato a quella terra e il viaggio sarebbe quindi proseguito verso la Gran Bretagna.

La leggenda vuole persino che il nome Scotland derivi proprio da Scota.

Una volta giunti nelle isole britanniche, i gatti provenienti dall’Egitto si sarebbero incrociati con i felini locali, dando origine nel corso del tempo a una popolazione di gatti robusti, resistenti e perfettamente adattati al clima britannico.

Naturalmente si tratta di una leggenda e non di una ricostruzione scientificamente dimostrata, ma è una delle storie più affascinanti legate alla nascita della razza.


Dalle strade britanniche alle prime esposizioni feline

La storia documentata del British Shorthair comincia molti secoli più tardi.

In Gran Bretagna esisteva da tempo una popolazione di gatti domestici a pelo corto, forti, massicci e resistenti, utilizzati anche nelle campagne e nei magazzini per tenere sotto controllo i roditori.

Durante il XIX secolo alcuni appassionati iniziarono a selezionare questi gatti per fissarne le caratteristiche estetiche.

Il nome maggiormente legato alla nascita ufficiale della razza è quello di
Harrison Weir, uno dei pionieri della felinofilia britannica.

British Shorthair in esposizione al Crystal Palace nel 1871

Nel 1871, al Crystal Palace di Londra, si svolse una delle prime grandi esposizioni feline organizzate della storia.

Fu un momento fondamentale: il gatto domestico cominciò a essere considerato non soltanto un animale utile, ma anche un soggetto da selezionare secondo criteri morfologici precisi.

Tra i protagonisti di quelle esposizioni vi erano proprio i gatti britannici a pelo corto, antenati dell’attuale British Shorthair.


Il British e il celebre Cheshire Cat

Quando si osserva un British Shorthair è difficile non pensare al celebre Cheshire Cat, il Gatto del Cheshire di Alice nel Paese delle Meraviglie.

Il personaggio viene rappresentato tradizionalmente come un gatto grassottello, dalla grande testa rotonda, dagli occhi gialli e dal mantello tigrato.

Cheshire Cat, lo Stregatto, il prototipo immaginario del British Shorthair

La sua caratteristica più famosa è naturalmente il sorriso enorme, quasi una mezzaluna luminosa che attraversa tutto il muso.

Non esiste una prova storica che Lewis Carroll si sia ispirato direttamente a un British Shorthair, ma la somiglianza con il tipo britannico è evidente nell’immaginario moderno:
faccia rotonda, guance importanti, occhi grandi e corpo compatto.

Per questo il Cheshire Cat è diventato nel tempo quasi un parente immaginario del British Shorthair.


Le guerre mondiali e il rischio di scomparsa

Il XX secolo rappresentò un periodo drammatico anche per molte razze feline europee.

Durante la Prima e soprattutto la Seconda guerra mondiale, la popolazione dei British Shorthair diminuì drasticamente.

Le difficoltà economiche, la scarsità di alimenti e la fame che colpiva la popolazione britannica rendevano molto difficile mantenere programmi di allevamento.

Molti gatti scomparvero e il patrimonio genetico disponibile alla fine del conflitto era estremamente ridotto.

Per salvare la razza fu quindi necessario ricorrere ad accoppiamenti con altre razze.


La ricostruzione della razza

Gli allevatori britannici cercarono di ricostruire il British Shorthair attraverso una selezione molto attenta.

Tra le razze utilizzate vi furono soprattutto il Persiano e il Certosino o Chartreux.

Questi incroci furono utili per ampliare la base genetica e recuperare alcune caratteristiche desiderate, ma comportarono anche dei rischi.

differenze tra british shorthair certosino e persiano

L’influenza del Persiano

Il Persiano contribuì ad accentuare:

  • rotondità della testa;
  • struttura corporea importante;
  • densità del mantello;
  • varietà dei colori.

Ma una selezione eccessivamente orientata verso il Persiano poteva far perdere alcune caratteristiche fondamentali del British.

Il mantello del British deve essere infatti corto, molto denso e “crisp”, cioè sostenuto e non troppo morbido o aderente.

Un’eccessiva influenza persiana può invece produrre un pelo troppo soffice.

Anche il profilo della testa deve rimanere tipicamente British: il naso è corto ma non deve diventare eccessivamente schiacciato e lo stop non deve ricordare quello estremo del Persiano.

Ancora oggi, in alcuni soggetti molto tipizzati, si possono riconoscere tracce di questa influenza.

L’influenza del Certosino

Anche il Chartreux, o Certosino, venne utilizzato in alcuni programmi di ricostruzione.

Il rischio, in questo caso, era quello di allontanarsi dal tipo britannico.

Il Certosino tende infatti ad avere una testa più trapezoidale e una struttura diversa rispetto alla tipica forma estremamente rotonda del British.

Anche il colore poteva diventare più scuro.

Il lavoro degli allevatori consistette quindi nel recuperare progressivamente il vero tipo British: corpo cobby, testa rotonda, guance piene e mantello corto e densissimo.


L’aspetto del British Shorthair

Il British Shorthair deve trasmettere immediatamente una sensazione di solidità.

È un gatto di taglia medio-grande, con una struttura potente e compatta.

Il corpo ideale viene definito cobby: corto, largo, muscoloso e ben proporzionato.

tipico standard british shorthair

La testa

Disegno di tipica testa British Shorthair

La testa è uno degli elementi più caratteristici della razza.

Deve essere:

  • grande;
  • rotonda;
  • larga;
  • con guance ben sviluppate;
  • con muso pieno e armonioso.

Nei maschi adulti le guance possono diventare particolarmente pronunciate.

Gli occhi sono grandi, rotondi e ben distanziati.

Nel British Blue il colore più apprezzato è generalmente un
rame intenso o arancio profondo,
capace di creare uno splendido contrasto con il mantello blu.

Le orecchie

Le orecchie sono relativamente piccole, arrotondate alle estremità e ben distanziate.

Non devono alterare la forma rotonda della testa.

Il corpo

Il torace è largo, le spalle sono robuste e le zampe forti.

I piedi sono rotondi.

La coda è spessa alla base e termina con una punta arrotondata.


Il mantello: una delle caratteristiche più importanti

Il mantello è uno degli elementi che distinguono maggiormente il British Shorthair.

Non deve essere semplicemente corto.

Pelo crisp del British Shorthair

Deve essere:

  • corto;
  • estremamente fitto;
  • uniforme;
  • sostenuto;
  • non aderente al corpo.

Quando si accarezza un buon British si percepisce immediatamente la particolare consistenza del pelo.

Il mantello appare quasi come un piccolo tappeto di peluche. La densità è dovuta alla presenza di un sottopelo molto sviluppato.


Il British Blue

Il colore più famoso è sicuramente il Blue.

Il mantello deve apparire uniforme e privo di macchie o sfumature indesiderate.

Il blu può variare leggermente in tonalità, ma l’effetto complessivo deve essere armonioso e omogeneo.

Nei cuccioli possono essere presenti delle leggere marcature tabby dette
ghost markings, che generalmente tendono ad attenuarsi con la crescita.

Il contrasto tra il mantello blu e gli occhi color rame è uno degli elementi che hanno reso il British Shorthair celebre in tutto il mondo.


Non esiste soltanto il Blue

Oggi il British Shorthair viene allevato in numerose varietà di colore.

alcuni colori del british shorthair

Tra le più conosciute troviamo:Blue; Lilac; Black; Chocolate; Cinnamon; Fawn; Cream;Red; Bi-color; Colourpoint; Silver; Golden; Tabby.

La genetica dei colori del British è particolarmente interessante e rappresenta uno degli aspetti più affascinanti della selezione.


Il carattere del British Shorthair

Il British Shorthair è generalmente un gatto equilibrato, tranquillo e molto legato alla propria famiglia.

È affettuoso ma raramente invadente.

Ama stare vicino alle persone, osservare ciò che accade in casa e partecipare alla vita familiare mantenendo spesso una certa indipendenza.

È un gatto intelligente, curioso e dotato di grande capacità di adattamento.

Molti British preferiscono stare accanto al proprietario piuttosto che costantemente in braccio.

Il carattere naturalmente varia da individuo a individuo, ma uno dei tratti tipici della razza è proprio il suo equilibrio.


Una crescita lenta

Le fasi della crescita del British Shorthair

Il British Shorthair è una razza a maturazione relativamente lenta.

Un giovane British può cambiare moltissimo durante la crescita.

La testa si allarga progressivamente, il torace diventa più importante e soprattutto nei maschi le guance possono svilupparsi pienamente soltanto con la maturità.

Per questo un British Shorthair adulto non dovrebbe essere giudicato osservando soltanto l’aspetto che aveva nei primi mesi di vita.

Il tipo definitivo può richiedere diversi anni per esprimersi completamente.

Il marcato dimorfismo sessuale del British Shorthair

Marcato dimorfismo sessuale nel British Shorthair

Nel British Shorthair il dimorfismo sessuale è piuttosto evidente: maschi e femmine, soprattutto in età adulta, possono presentare differenze marcate nella struttura e nell’espressione.

Il maschio tende a essere più grande, massiccio e potente, con torace ampio, ossatura robusta e una testa particolarmente larga; con la maturità sviluppa spesso le caratteristiche guance piene e pronunciate, che accentuano ulteriormente la tipica rotondità del volto.

La femmina conserva invece generalmente proporzioni più contenute e un aspetto più fine ed elegante, pur dovendo mantenere tutte le caratteristiche fondamentali della razza: corpo compatto, testa rotonda, occhi grandi e mantello fitto.

Questa differenza non rappresenta un difetto, ma è una delle peculiarità del British Shorthair e contribuisce a rendere particolarmente riconoscibili i maschi adulti, che possono raggiungere la piena imponenza solo dopo diversi anni di crescita.


Tradizione, selezione e rispetto del tipo

Allevare British Shorthair significa cercare un equilibrio.

Una testa estremamente rotonda non deve compromettere il profilo corretto.

Un mantello molto soffice non deve far perdere la tipica consistenza British.

Una struttura pesante non deve trasformarsi in obesità.

La selezione dovrebbe quindi cercare di conservare l’armonia complessiva della razza.

Il fascino del British Shorthair nasce proprio dall’unione tra potenza e dolcezza, solidità e morbidezza, eleganza e semplicità.

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